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Architettura

“La fabbrica lenta”, di Raffaele Oriani, tratto da WIRED, febbraio 2014

“Più volte ci siamo soffermati sul tempo attuale, quell’unico tempo in cui ci è dato di vivere- anzi, in cui siamo obbligati a vivere-, e abbiamo convenuto che il principale compito a cui ognuno di noi dovrebbe prima di tutto applicarsi è quello di vivere pienamente il proprio tempo. Abbiamo anche detto che possiamo assolvere questo compito immanente solo riuscendo a essere veramente contemporanei di questo nostro tempo, condizione indispensabile per non subirlo solamente, ma, al contrario, per coltivare l’ambizione di poterlo indirizzare e persino cambiare.”
Nicola Di Battista, editoriale DOMUS, luglio 2015.

Viviamo in un tempo in cui sembra che tutto sia stato inventato e che la rivoluzione digitale, ormai compiuta, abbia totalmente cambiato la nostra vita; tuttavia è proprio in questo momento che bisogna fermarsi e pensare a quelle che sono le priorità e le tradizioni locali, per trarne forza e rilanciare l’economia del nostro paese.  
In Italia dal 2011 sono nate più di 40 realtà imprenditoriali, denominate FAB LAB (FABrication LABoratory), le cui caratteristiche principali sono collaborazione, open source, fare tecnologico, artigianato digitale, condivisione di spazi, competenze e attrezzature; realtà in cui l’obiettivo principale è la qualità a discapito della velocità e della produzione di massa.
La “Fabbrica lenta” di Bonotto è una delle tante storie che possono essere raccontate, è un esempio che ci fa capire come, spesso, “l’inserimento della retromarcia”, il ritorno a macchinari datati ma estremamente precisi, l’attenzione alla formazione degli operaie e al fare artigianale sia una spinta in più per andare avanti e imporsi nello scenario del mercato internazionale.
Come dice Giovanni Bonotto, “non si tratta di tornare al passato, ma di ribaltare in ispirazione contemporanea la ricchezza della nostra storia e del nostro territorio”.
È questa la storia che dobbiamo apprendere e l’esempio che bisogna seguire.



"Dal letame nascono innovazioni", di Sara Banti, in Abitare 545
 
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